martedì 13 dicembre 2011

ottobre 2006

La tua voce! La sentivo prima,
pura, come quella fonte
al vento, nel fresco
del mattino.


La tua voce! La sento adesso,
nel tramonto d'oro
del mio sogno più vivo,
stella nell'ultima luce
del sole.


La tua voce! Pace del giorno nuovo
al mio risveglio; soave
notturno azzurro per il mio riposo...
La tua voce!


(Juan Ramon Jiménez, Poesie d'amore)

...troppo bella per non ricordarla...
claudia 1-10-2006

La gentile Claudiaz mi ha invitato in questa deliziosa comunità, quindi per ringraziare lei e voi volevo dedicarvi una poesia di Tagore.
Mi sembra appropriata, per i guerrieri della vita che tra una battaglia e l'altra vengono qui a riposare, posano le loro armi..
La guerra della vita è feroce e come tutte le guerre spesso toglie il bene più prezioso: la speranza.
allora, a voi guerrieri, a noi che viviamo dedico questi versi..
Non abbandonarti

Non abbandonarti, tienti stretto,
e vincerai.
Vedo che la notte se ne va:
coraggio, non aver paura.
Guarda, sul fronte dell'oriente
di tra l'intrico della foresta
si è levata la stella del mattino.
Coraggio, non aver paura.

Son figli della notte, che del buio battono le strade
la disperazione, la pigrizia, il dubbio:
sono fuori d'ogni certezza, non son figli
dell'aurora.
Corri, vieni fuori;
guarda, leva lo sguardo in alto,
il cielo s'è fatto chiaro.
Coraggio, non aver più paura.
merryadoc 3-10-2006
 
Le catene della schiavitù legano soltanto le mani: è la mente che fa libero l'uomo.
Franz Grillparzer


Insistere è testardaggine. Perseverare è determinazione.

J. Benavente

"L'uomo non è figlio delle circostanze, ma sono le circostanze le creature dell'uomo".

Benjamin Disraeli

I forti sono coloro che sono ubriachi senza aver bevuto.

Jean Dolent

Abbi cara la tua visione e i tuoi sogni poiché sono i figli della tua anima; impronte indelebili del tuo successo finale.

Napoleon Hill
bluevoyage 6-10-2006
 
 
 
Manet, Colazione sullColazione sull'erba di E. Manet, 1862/63, olio su tela, 208x264 cm., Parigi, Musée d'Orsay. Immagine tratta da Wikimedia Commons.





Tiziano, Concerto campestre
Concerto campestre di Tiziano Vecellio, 1510 circa, olio su tela, 110x138 cm., Parigi, Musée du Louvre. Immagine tratta da Wikimedia Commons.



Diciotto. Tanti erano gli anni che avevo quando mi ritrovai di fronte all'opera di Manet, Colazione sull'erba, in una sala del Musée d'Orsey a Parigi. La tela dalle grandi proporzioni catturò la mia attenzione a tal punto da perdere la cognizione del tempo. Rimasi incantata ad ammirarla. Avevo la sensazione che la donna al centro della tela mi rivolgesse lo sguardo in qualunque angolazione mi ponessi all'interno della sala. Gli occhi dicevano: "Guardami, vedi la mia nudità così concreta e naturale? E' una denuncia all'ipocrisia della società benpensante che teme di osservare il mondo nella sua reale forma. I miei occhi fissano un'umanità che vuole essere scossa".
Fu il mio primo viaggio nella suggestione dell'arte e nel suo linguaggio universale che comunica il disagio dei tempi e anticipa nuovi orizzonti culturali. Sin da allora fui certa che non avrei più potuto allontanarmene e che avrei continuato a inseguire quella sensazione di turbamento emotivo ovunque e sempre. Un turbamento piacevolissimo che ci fa dimenticare di noi stessi e ci proietta in un universo altro, come tuffarsi nella trama di un testo scritto con altri codici comunicativi.
Mi piacerebbe condividere con i miei ospiti il piacere suscitato da alcuni di questi viaggi - percorribili da tutti - e lasciare che emerga ogni tipo di  impressione, nota o curiosità.

All'inizio del 1863 Manet presentò tre tele, tra le quali Colazione sull'erba, alla selezione del Salon di Parigi, ma furono tutte rifiutate. Non fu il solo a subire tale bocciatura e le proteste degli artisti furono tali che lo stesso Imperatore, Napoleone III, decise di concedere agli esclusi la possibilità di far valutare al pubblico la bontà delle creazioni, esponendole in un'altra sala del Palazzo dell'Industria, nel Salon des Refusés. Fu una sorta di controesposizione dove Courbet, Manet e i loro amici, insofferenti ai dettami classicisti, poterono finalmente confrontarsi con l'arte ufficiale. La curiosità suscitata dal Salon des Refusés fu tale da attrarre un numero di visitatori maggiore rispetto a quello del Salon ufficiale. Tuttavia i giudizi del pubblico e della critica furono molto severi e sarcastici e definirono il colore delle opere "caricaturale" e "insano".
Manet si ispirò, come sua abitudine, alla pittura antica: Il concerto campestre di Tiziano Vecellio e il particolare del Giudizio di Paride, un'incisione di Marco Antonio Raimondi da un disegno di Raffaello, ma trasformò il tema mitologico in una scena contemporanea disorientando critici e pubblico.
Colazione sull'erba - considerato un oltraggio alla morale, alla logica e alle più elementari regole della pittura – fu tra i più colpiti dalle critiche negative. L'indecente realismo che i contemporanei lessero nel soggetto si intrecciava anche alla mancata idealizzazione e sublimazione del nudo femminile, molto frequente nel tema letterario e mitologico (e ben più lascivo). Fu rimproverata all'artista soprattutto la volgarità dell'esecuzione, caratterizzata da una netta tendenza alla semplificazione, dalla sommarietà del trattamento del fondo, dai forti contrasti di tono e dalla mancanza di disegno. Il sarcasmo non si placò neppure anni dopo, quando il dipinto fu collocato dapprima al Museo del Luxembourg e poi, nel gennaio 1907, al Louvre accanto all'Odalisca di Ingres.
Le motivazioni di un tale distacco di Manet dai contenuti mitologici e narrativi può trovar ragione in un aneddoto riportato dal critico Champsaur, utile anche a chiarire le motivazioni della rottura con la scuola di pittura di Couture, di stampo classicista, da lui frequentata:
"Un giorno, mentre il pittore camminava per le vie di Parigi, insoddisfatto dei dipinti che aveva finora completato e avvilito per non riuscire a trovare nuovi motivi di ispirazione che lo realizzassero pienamente, incontrò un vecchio mendicante. Tale vista provocò in lui una sorta di illuminazione che lo convinse della necessità di guardare alla realtà così com'era senza volerla abbellire o deformare, e lo spinse ad ambientare la sua pittura nel presente, abbandonando le fughe intellettuali nello spazio e nel tempo care alla pittura a soggetto storico o mitologico. Pregò allora il mendicante di salire nel suo studio e di posare per un suo ritratto. Ebbene, questa è l'essenza dell'impressionismo: invece di imitare Prassitele e Raffaello, i nuovi pittori si ispirano alla natura". Ma è doveroso precisare che Manet non nutriva velleità rivoluzionarie in arte. Il suo proposito consisteva semplicemente nel voler "essere del proprio tempo" e "dipingere quello che si vede". Ciò non equivaleva a ritrarre la gente o narrare la cronaca del proprio tempo quanto piuttosto trascurare e disprezzare il carattere aneddotico o narrativo dell'opera d'arte. L'apparente incongruità del soggetto in Colazione sull'erba aiutava, dunque, ad andare al di là di ogni stereotipia iconografica.
Difatti, "anche nella scelta dei colori e dei loro accordi molto più dell'attenzione al vero conta la cultura pittorica: gli accordi in nero, grigio, giallo o rosa. Manet li ha imparati da un inglese del settecento, Reynolds; i neri vellutati e brillanti da un olandese del seicento, Franz Hals; la pennellata larga e costruttiva, la forza delle velature da Velazquez, le trasparenze e le fronde da un altro inglese, Gainsborough, e naturalmente da Goya." (Giulio Carlo Argan).
Nonostante sia stato considerato il padre precursore del gruppo degli impressionisti, Manet non ne volle far parte ufficialmente; seguì tuttavia con interesse le ricerche di questa corrente pittorica accostandosi sempre più, specialmente nell'ultimo decennio della sua vita, agli sviluppi di quella pittura "en plein-air" che egli stesso, con Colazione sull'erba, aveva anticipato.

I richiami ai prodotti artistici, i passi e i commenti riportati non ambiscono ad avanzare pretese critico-letterarie o assurgere al livello di studi accurati, ma si propongono unicamente di fungere da essenziale e sintetica guida al contesto storico-artistico delle opere e alla lettura delle stesse, tralasciando termini ed accezioni estremamente tecniche. Si desidera proporre una fruizione snella e godibile, con pochi cenni di base, per lasciare tutto lo spazio possibile all'incanto suscitato dalle opere e per farci catturare dalle stesse.



Fonti di riferimento:
-          Gabriele Crepaldi, Gli impressionisti, 2003, Edizioni Mondadori;
-         Bertelli-Briganti-Giuliano, Storia dell'arte italiana vol. 4, 1992, Edizioni Electa Bruno Mondadori;
-        Giulio Carlo Argan, L'arte moderna, 1995, Edizioni Sansoni per la scuola.

 claudia 13-10-2006

Un prete ed un tassista
Un prete ed un tassista romano muoiono quasi contemporaneamente e si presentano quindi insieme ai cancelli del Paradiso. San Pietro chiede al primo, il tassista: "Chi sei?". Il tassista si presenta e San Pietro guarda nel suo librone e quindi: "Bene, entra pure, ti e' stata riservata la camera nel nostro albergo: e' nell'attico, con vista su tutti i beati e le bellezze dell'Universo". Il tassista ringrazia ed entra. E' il turno del prete che si presenta a San Pietro. Questi controlla il suo registrone e quindi gli dice: "Bene, entra. Ti e' stato riservato un letto nella camerata multipla; sarete in dieci, ma non c'e' altro posto". Il prete pero' ha qualcosa da ridire: "Ma come, al tassista camera singola nell'attico e a me una camerata! Ma non c'e' piu' religione! Come e' possibile?". E San Pietro: "Guardi che qui guardiamo ai risultati. Mentre tu preghi, la gente dorme; invece mentre il tassista guida, la gente prega!".
alfo71 14-10-2006

Il senso della vita?
..........................
...........................
...........................Quale?
alfo71 16-10-2006

I vostri figli non sono figli vostri: sono i figli
e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi ma non da voi.
Dimorano con voi
tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore
ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo
ma non alla loro anima, perché la loro anima
abita la casa dell'avvenire che voi non potete
visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo
ma non pretendere di renderli simili a voi,
perché la vita non torna indietro
né può fermarsi a ieri.
Voi siete l'arco dal quale, come frecce vive,
i vostri figli sono lanciati in avanti.
L'Arciere mira al bersaglio sul sentiero
dell'infinito e vi tiene tesi con tutto
il suo vigore affinché le sue frecce
possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia
nelle mani dell'Arciere poiché egli ama
in egual misura e le frecce che volano
e l'arco che rimane saldo.

(Gibran Kahlil Gibran)
claudia 20-10-2006

Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno

La perdono, e se la prendono con te;

Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,

Ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi;

Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;

Se sai non ricambiare menzogna con menzogna,

Odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,

E a evitare di far discorsi troppo saggi;

Se sai sognare - ma dai sogni sai non farti dominare;

Se sai pensare - ma dei pensieri sai non farne il fine;

Se sai trattare nello stesso modo due impostori

- Trionfo e Disastro - quando ti capitano innanzi;

Se sai resistere a udire la verità che hai detto

Dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;

Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati,

Le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;

Se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo mucchio

E te lo giochi, all'azzardo, un'altra volta,
E se perdi, sai ricominciare

Senza dire una parola di sconfitta;

Se sai forzare cuore, nervi e tendini

Dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza,

A tener duro, quando in te nient'altro

Esiste, tranne il comando della Volontà;

Se sai parlare alle folle senza sentirti re,

O intrattenere i re parlando francamente,

Se né amici né nemici riescono a ferirti,

Pur tutti contando per te, ma troppo mai
nessuno;

Se riesci ad occupare il tempo inesorabile
Dando valore a ogni istante della vita,

Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,

E, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo!
 

Rudyard Kipling


Su suggerimento del nostro amico Carlo sono andata a cercare questa poesia, mi è piaciuta molto e mi è sembrato giusto postarla dal momento che riprende il tema dell'amore genitoriale e filiale.
claudia 22-10-2006


Come promesso a Claudia, condivido con voi un racconto che tanto ha significato per me nel passato...

Nessun luogo è lontano
Richard Bach


“Può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici?
Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?”


 
Rae, cara!
Grazie per avermi invitato per il tuo compleanno!
La tua casa è distante mille miglia dalla mia, e io sono uno che si mette in viaggio solo quando ne vale la pena. Ebbene, ne val proprio la pena, se si tratta di prender parte alla tua festa.
Non vedo l'ora di essere da te!
Il mio viaggio è cominciato dentro il cuore di un piccolo uccello, un colibrì che conoscemmo insieme, io e te, tanto tempo fa. Lo trovai cordiale come sempre, anche stavolta. E tuttavia - quando gli dissi che la piccola Rae stava crescendo e che io stavo andando alla festa per il suo compleanno con un regalo - lui rimase perplesso.
Per un pezzo badammo a volare in silenzio, e alla fine lui mi disse: "Ci capisco ben poco, in quel che dici, ma men che mai capisco come mai tu ci vada, a questa festa".
"Ma sicuro che vado, alla festa" dissi io. "Cos'è che ti riesce tanto difficile da capire?"
Lui non rispose niente lì per lì, ma quando arrivammo alla casa del gufo, mi disse: può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici? Se tu desideri essere da Rae, non ci sei forse già?".
"La piccola Rae sta crescendo, e io vado alla festa per il suo compleanno con un regalo" dissi al gufo.
Mi parve strano dire vado, è vero, dopo quanto mi aveva detto il colibrì, ma lo stesso mi espressi in quel modo, perché Gufo mi capisse.
Lui pure restò zitto per un pezzo, seguitando a volare.
Un silenzio tutt'altro che ostile.
Ma quando mi ebbe condotto sano e salvo a casa dell'aquila, così mi parlò: "Ci capisco ben poco in quel che dici, ma men che mai capisco perché chiami piccola, la tua amica".
Ma sicuro che è piccola" dissi "dal momento che non è ancora grande. Cos'è che ti riesce tanto duro da capire?"
Gufo allora mi guardò, coi suoi occhi profondi color ambra, mi sorrise e mi disse: "Pensaci su".
"La piccola Rae sta crescendo, e io vado alla festa per il suo compleanno con un regalo" dissi all'aquila. Mi faceva un po' specie, veramente, dire vado e dire piccola, dopo quanto mi avevano detto Colibrì e Gufo, ma lo stesso mi espressi a quel modo, affinché Aquila potesse capirmi.
Insieme volammo, al di sopra delle vette, a gara con i venti di montagna. Alla fine lei mi disse: "Ci capisco ben poco in quel che dici, ma men che mai capisco la parola compleanno".
"Ma sicuro: compleanno" dissi io. "S'intende festeggiare il giorno in cui ebbe inizio la vita di Rae, e prima del quale lei non c'era. Cosa c'è di tanto difficile da capire, in questo?"
Aquila allora incurvò le ali e dopo una picchiata rapidissima, atterrò con dolcezza, su una roccia, nel deserto. "Ci sarebbe stato un tempo anteriore alla nascita di Rae? Non pensi piuttosto che la vita di Rae sia cominciata prima ancora che il tempo esistesse?"

"La piccola Rae sta crescendo, e io vado alla festa per il suo compleanno con un regalo" così dissi anche a Falco. Mi suonava un po' strano tuttavia dire vado, dire piccola e compleanno, dopo quanto avevo udito da Colibrì, da Gufo e Aquila, tuttavia così mi espressi perché Falco mi capisse.
Sorvolammo veloci il deserto, e alla fine lui mi disse: "Sai capisco ben poco di ciò che mi dici, ma meno di tutto mi spiego quel tuo sta crescendo".
"Ma sicuro che Rae sta crescendo" dissi io "Adesso è più vicina all'età adulta, e un anno più lontana dall'infanzia.
Cosa c'è di tanto arduo da capire, quanto a questo?
Falco alfine atterrò su una spiaggia solitaria.
"Un anno più lontana dall'infanzia? Non mi sembra che questo sia crescere!"
Si sollevò di nuovo in volo e, di lì a poco, scomparve.
Il gabbiano, lo so, era molto saggio.
Volando insieme a lui, riflettei bene prima di parlare e scelsi con cura le parole, dimodoché capisse che qualcosa pur avevo imparato.
"Gabbiano" gli dissi alla fine "perché mi porti in volo da Rae, quando sai che in realtà io già sono con lei?
Di là dal mare, di là dai monti, finalmente il gabbiano calò e si posò sopra il tetto di casa tua.
"Perché l'importante mi disse che tu sappia la verità. Finché non la sai - finché non la capisce veramente - puoi soltanto afferrarne qualche stralcio, o brandello, e non senza un aiuto dall'esterno: da macchine, uomini, uccelli. Ma ricordati" disse "che l'essere ignota non impedisce alla verità d'essere vera".
Ciò detto disparve.
E' venuto il momento di aprire il regalo.
I regali di latta e lustrini si sciupano subito, e via. Io invece ho un regalo migliore, per te.
E' un anello da mettere al dito. E brilla di una luce tutta sua.
Nessuno può portartelo via; non può essere distrutto. Tu sei l'unica al mondo che riesca a vedere l'anello che io ti dono, come io ero l'unico in grado di vederlo quand'era mio.
Questo anello ti dà un nuovo potere. Messo al dito, potrai levarti in volo con tutti gli uccelli dell'aria - vedere attraverso i loro occhi dorati - palpare il vento che sfiora le loro vellutate piume - e potrai quindi conoscere la gioia di sollevarti lassù, in alto, al di sopra del mondo e di tutte le sue pene. Potrai restarci quanto ti parrà, su nel cielo, al di là della notte, e oltre l'alba. E quando avrai voglia di tornar giù di nuovo, vedrai, tutte le tue domande avranno risposta e tutte le tue ansie si saranno dileguate.
Al pari di ogni cosa che non può toccarsi con mano o vedersi con gli occhi, il tuo dono si fa più potente via via che lo usi.
Dapprincipio l'impiegherai solo quando sei fuori di casa, all'aperto, guardando l'uccello insieme al quale voli.
Ma poi, più in là, se l'adoperi ben bene, funzionerà anche con quegli uccelli che non vedi; finché t'accorgerai che non ti occorre né l'anello né l'uccello per volare al di sopra delle nubi, nel sereno.
E quando arriverà per te quel giorno, tu dovrai a tua volta donare il tuo dono a qualcuno che sai ne farà buon uso; costui potrà apprendere, allora, che le uniche cose che contano sono quelle fatte di verità e di gioia, e non di latta e lustrini.
Rae questo è l'ultimo anniversario che festeggio con te in modo speciale.
Dai nostri amici uccelli ho imparato quanto segue.
Non posso venire da te, perché già ti sono accanto.

Tu non sei piccola, perché già sei cresciuta: sei grande e giochi con il tempo e la vita - come tutti facciamo - per il gusto di vivere.
Tu non hai compleanno, perché sei sempre vissuta; non sei mai nata, e mai morirai.
Non sei figlia di coloro che tu chiami papà e mamma, bensì loro compagna d'avventure, in viaggio alla scoperta delle cose del mondo, per capirle.
Ogni regalo che ti fa un amico è un augurio di felicità: così pure questo anello.
Vola libera e felice, al di là dei compleanni, in un tempo senza fine, nel persempre. Di tanto in tanto noi c'incontreremo - quando ci piacerà - nel bel mezzo dell'unica festa che non può mai finire.
mariannamor 24-10-2006

settembre 2006


Una piccola dedica! E' da tempo che non venivo in quest'angolino.!
Ciao!
A presto!!!
 toniac 1-9-2006

"Credo che la vita possa risultare molto più allegra di quello che è se si ha un amico con cui fare due passi insieme ogni tanto."
(A.J. Cronin, La cittadella)
claudia 4-9-2006

" A. Schinitzler è la controfigura dell' intellettuale cinico, benestante, tormentato, ipersensibile, che succhia la vita, o il suo riflesso, alle tenere ragazze del popolo, vitali, istintive e pronte al sacrificio. Ragazze intercambiabili, che si concedono ad uno S. distaccato, il quale dopo un amplesso in carrozza, nota che << non era assolutamene necessario, non mi sono irritato, ho provato solo un leggero senso di disgusto, nè tenerezza, nè dolore - leggera noia . >>

Da introduzione al " Doppio sogno " di G. Manacorda

Qualcuno ha letto qualcosa di costui? E cosa ne pensate?


Sempre Manacorda dice di lui " Sente la vicinanza tra psicoanalisi e poesia, ma sembra anche aver intuito la differenza tra poesia e psicoanalisi ; ha capito che la poesia si limita a dar voce, a descrivere, a far vedere, dove la psicoanalisi interpreta "
bluevoyage 5-9-2006

Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell'anima.

Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell'eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti.

Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
E' la fonte della saggezza
E' la strada della felicità
E' il prezzo del successo.

Trova il tempo di fare la carità
E' la chiave del Paradiso.


(Iscrizione trovata sul muro
della Casa dei Bambini di Calcutta.)
nicoletta68 11-9-2006

" Quando l'amore vi chiama, seguitelo..
anche quando le sue strade sono dure e scoscese.
E quando le sue ali vi avvolgeranno affidatevi a lui.
Anche se la sua lama nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla abbiate fede in lui.
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.
Poichè l'amore come vi incorona così vi crocifigge e come vi fà fiorire,
così vi reciderà. "

da " il profeta " K. Gibran
bluevoyage 12-9-2006

..... Ogni mio atto rivela che la mia è una esigenza corporea e che il corpo è la modalità del mio apparire,...nel corpo, infatti c'è perfetta identità fra essere e apparire e accettare questa identità è la prima condizione dell' equilibrio.
U. Galimberti
E' vero che nel corpo c' è l'apparenza delle cose, delle persone o c'è anche l'essere, la nostra parte più intima e profonda?
bluevoyage 14-9-2006

ARRIVEDERCI ORIANA


Ora ti sei ricongiunta con Alexos tuo compagno e amante....i tuoi libri parleranno sempre di te, della tua vita e delle tue lotte contro il finto perbenismo
bluevoyage 15-9-2006

A volte il guerriero della luce
si comporta come l'acqua
e fluisce tra gli ostacoli che incontra.
In certi momenti, resistere significa essere distrutto.
Allora egli si adatta alle circostanze.
Accetta, senza lagnarsi,
che le pietre del cammino traccino la sua rotta attraverso le montagne.
In questo consiste la forza dell'acqua:
non potrà mai essere spezzata da un martello,
o ferita da un coltello.
La più potente spada del mondo
non potrà mai lasciare alcuna cicatrice sulla sua superficie.
L'acqua di un fiume si adatta al cammino possibile,
senza dimenticare il proprio obiettivo: il mare.
Fragile alla sorgente,
a poco a poco acquista la forza dagli altri fiumi che incontra.
E, a partire da un certo momento, il suo potere è totale.
(Paulo Coelho)  

Un caloroso saluto a tutti!
Tonia
tonia 19-9-2006

Ovunque tu vada, il profumo di te disperso nell'aria ti precede, ma niente delizia la mia vista quanto il tuo apparirmi davanti in tutto il tuo fascino.


un saluto a tutti
claudia 22-9-2006

Ti ho cercato dove sei,non ti trovo più volevo parlarti ma tu non mi vedi sai ti guardo ti penso ma tu non mi vedi spero che aprirai gli occhi perchè ti aspetto ciao.
Ti cerco da sempre ti sogno da sempre ti immagino da sempre un giorno ti troverò amor mio dolce luce del mio cuore
Poesia  
alfo71 28-9-2006

Ho deciso di sottoporre al vostro giudizio un mio scritto....o mamma!!

Una musa.
Se bastasse un tocco,
un anelito di vita,
ti rianimerei.
Come la schiuma biancastra
delle onde,
tramerei le chimere delle tue sabbie,
traccerei i contorni dei tuoi sogni,
come una cornice in ombra…
Respirerei del tuo respiro,
per difenderlo dall' oscurità.
Sarei, la luna che risplende nel cielo,
per vederti danzare in un girotondo di vento.
… la pioggia che scende,
leggera
rinfrescando la tua pelle.
Un' oasi di silenzio,
tra fremiti spezzati ed elisir di passione.
Se fossi un notturno sogno ,
sfiorerei le palpebre insonni,
l'anima trepidante…che si
riposi al canto di una musa.
Come un bisbiglio…
Dentro di te
Sussurrerei il più selvaggio dei miei sogni!


Si accettano pomodori, e quant'altro, preferibilmente senza maionese per salvare lo schermo!!! ;-)
bluevoyage 28-9-2006

agosto 2006

cara claudia ti auguro buon 15 agosto a te e alla tua famiglia. con amicizia Antonella
antop 15-8-2006

Incontro di due mani
in cerca di stelle,
nella notte!

Con che pressione immensa
si sentono le purezze immortali!

Dolci, quelle due dimenticano
la loro ricerca senza sosta,
e incontrano, un istante,
nel loro circolo chiuso,
quel che cercavano da sole.

Rassegnazione d'amore,
tanto infinita come l'impossibile!

(Juan Ramon Jiménez, Poesie d'amore)

 claudia 17-8-2006

Le mani

di Gabriele d'Annunzio


Le mani delle donne che incontrammo
una volta, e nel sogno, e ne la vita:
oh quelle mani, Anima, quelle dita
che stringemmo una volta, che sfiorammo
con le labbra, e nel sogno, e ne la vita!
Fredde talune, fredde come cose
morte, di gelo (tutto era perduto):
o tiepide, parean come un velluto
che vivesse, parean come le rose:
rose di qual giardino sconosciuto?
Ci lasciaron talune una fragranza
così tenace che per una intera
notte avemmo nel cuore la primavera;
e tanto auliva la soligna stanza
che foresta d’april non più dolce era.
Da altre, cui forse ardeva il fuoco estremo
d’uno spirto (ove sei, piccola mano,
intangibile ormai, che troppo piano
strinsi?), venne il rammarico supremo:
- Tu che m’avesti amato, e non in vano!-
Da altre venne il desìo, quel violento
Fulmineo desio che ci percote
come una sferza; e immaginammo ignote
lussurie in un’alcova, un morir lento:
- per quella bocca aver le vene vuote!-
Altre (o le stesse) furono omicide:
meravigliose nel tramar l’inganno.
Tutti gli odor d’Arabia non potranno
Addolcirle.- Bellissime e infide,
quanti per voi baciare periranno!-
Altre (o le stesse), mani alabastrine
ma più possenti di qualunque spira,
ci diedero un furor geloso, un’ira
folle; e pensammo di mozzarle al fine.
(Nel sogno sta la mutilata, e attira.
Nel sogno immobilmente eretta vive
l’atroce donna dalle mani mozze.
E innanzi a lei rosseggiano due pozze
di sangue, e le mani entro ancora vive
sonvi, neppure d’una stilla sozze).
Ma ben, pari a le mani di Maria,
altre furono come le ostie sante.
Brillò su l’anulare il diamante
ne’ gesti gravi della liturgia?
E non mai tra i capelli d’un amante.
Altre, quasi virili, che stringemmo
forte e a lungo, da noi ogni paura
fugarono, ogni passione oscura;
e anelammo a la Gloria, e in noi vedemmo
illuminarsi l’opera futura.
Altre ancora ci diedero un profondo
brivido, quello che non ha l’uguale.
Noi sentimmo, così, che ne la frale
palma chiuder potevano esse un mondo
immenso, e tutto il Bene e tutto il Male:
Anima, e tutto il Bene e tutto il Male. 
a Claudia che adora le poesie che smuovono l'anima.
antop 17-8-2006

Mattina

Santa Maria La Longa il 26 gennaio 1917

 

M'illumino



a Claudia con amicizia.
questa poesia di ungaretti forse ti sembrerà strana ma nel silenzio ti dirà tante cose.......

d'immenso.

antop 19-8-2006


Notti selvagge, notti selvagge!
Fossi con te
le notti selvagge sarebbero
il nostro lusso!

Inutili i venti
per un cuore in porto -
Via la bussola,
via la mappa!

Remare nell'Eden -
ah, il mare!
Potessi stanotte ancorare
in te!

(1861, Emily Dickinson, Poesie)
claudia 21-8-2006

The poison tree
I was angry with my friend:
I told my wrath, my wrath did end.
I was angry with my foe:
I told it not, my wrath did grow.
And I water'd it in fears,
Night and morning with my tears;
And I sunnèd it with smiles,
And with soft deceitful wiles.
And it grew both day and night,
Till it bore an apple bright;
And my foe beheld it shine,
And he knew that it was mine,
And into my garden stole
When the night had veil'd the pole:
In the morning glad I see
My foe outstretch'd beneath the tree.
 
L'albero avvelenato
Ero adirato col mio amico,
dissi la mia ira, la mia ira finì;
ero adirato col mio nemico,
non la dissi, la mia ira crebbe.

E l'ho bagnata di timori,
notte e giorno con le mie lacrime,
e le ho dato il sole di sorrisi
e dolci ingannevoli astuzie.

Ed è cresciuta sia di giorno che di notte,
finchè ha partorito una mela splendente;
ed il mio nemico la vide risplendere,
e seppe che era mia.

E penetrò nel mio giardino
quando la notte aveva velato il cielo;
e alla mattina lieto vidi
il mio nemico steso morto sotto l'albero.
Ho voluto mettere questa poesia di W.Blake, che mi aveva colpito molto, qualche anno fa, per i toni aspri della pronuncia (chi sa leggere l'inglese provi a leggerla facendo attenzione solo al suono, il significante) e per il significato che piano piano si svela, andando avanti con la lettura. La traduzione purtroppo è scarna e non esprime perfettamente il gotico che c'è dietro. Ma vi assicuro che la prima volta che la ho letta mi sono venuti i brividi.
Grazie a Claudia per avermi invitato nel vostro angolo.
mosakslot 24-8-2006



Amare è trovare la propria anima
attraverso l'anima dell'amato.
Quando l'amato si ritrae dalla tua anima
allora la tua anima è perduta.


(Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River)
claudia 28-8-2006

luglio 2006

Marianna, grazie ancora! Ho terminato anche "La voce del violino", l'ultimo dei quattro libri di Camilleri che mi avevi prestato; avvincente anche quest'indagine. Ci rivediamo presto
claudia 1-7-2006

Ciao Claudia,
grazie per l’invito, sarò lieta di passare qualche volta in quest’angolino rilassante.
Noto con gioia che ormai il blog ti ha completamente coinvolto nel suo  mondo. Dimmi, come ti senti ad avere un blog tutto tuo? Una pagina aperta della tua vita personale su internet? Sono curiosa…
Ora ti lascio, sto preparando altri due esami, e il tempo stringe, ma al guerriero che è in te, affinché ristori per pochi attimi la sua mente e la sua anima, lascio una dedica:
Abbi cura di te...
Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante.
Lottare per un'idea senza avere un'idea di sé è una delle cose più pericolose che si possano fare.
Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere.
Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento.
Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti.
E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta.
Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore.
Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta.
(Susanna TAMARO)
 toniac 1-7-2006

Ciao Tonia! E' un piacere averti quì.
Sì, in effetti il blog mi ha avvolta nelle sue spire. Mi piace questo spazio perchè è sobrio, pulito, senza confusioni invadenti. La sua nascita è stata dovuta a una mia necessità mentale ed emotiva di relazionarmi con gli altri, mostrando loro aspetti che nella vita di tutti i giorni sfuggirebbero. Ne scaturisce la possibilità di conversare in modo più intimo con persone piacevoli come te, in fondo in facoltà non l'abbiamo mai fatto. Questo però è uno spazio concepito non solo per me, ma anche per voi, per la condivisione. Il  passo che hai citato è molto semplice e vero, speriamo che ci sia d'aiuto in futuro....
Un bacio e buona notte
claudia 1-7-2006

Ciao a voi, guerrieri della vita,
oggi ho superato un esame che non avrei mai pensato di superare brillantemente, data la maratona fatta per prepararlo (che nottate!).
Vorrei tanto riposarmi, ma non posso ancora rilassarmi e dedicarmi alle vacanze, devo fare un ultimo sforzo. Da domani si riprende a studiare, nel frattempo ecco poche righe su:

Ciò che vorrei…

Lunghi silenzi
non parole intorno
ciò che vorrei.
Il ribollire dell'anima
che non mi da pace
solo il silenzio
ciò che vorrei.

Una cioccolata
un tramonto e nulla più,
per nascondermi
nei colori scuri
e non farmi vedere
ciò che vorrei.

Stare ad ascoltare
il brusio del mondo
dall'alto di una finestra
con una musica di sottofondo
di quella passata
di quella che ricordo sol io,
ciò che vorrei.

Disegnare un cerchio
e chiudermi dentro
raggomitolare il foglio
e nasconderlo lì
in quel bauletto di legno
ciò che vorrei.

Nascondermi tra il fumo
di una sigaretta
sgualcita
ciò che vorrei.

Tra le pieghe dei pensieri
e della mia vita
vorrei diventare in fretta..

ciò che vorrei.
(Aurorablu)

Dedicata a tutti coloro che devono affrontare ancora gli esami e nel frattempo si coccolano fra dolci pensieri.
Alla prossima!
Tonia 3-7-2006

Brava Tonia! Anche io devo fare ancora un esame, ma non riesco ad avere la giusta concentrazione. Belli i versi che ci hai lasciato!  Sei entrata pienamente nello spirito del mio intimo "salotto". Hai letto il messaggio d'apertura del blog? Prima o poi ce lo prendiamo davvero un caffè io e te!  Anzi un thè freddo con pasticcini....visto che lo desideri. Buono studio
claudia 4-7-2006

chiedo scusa x il ritardo ma non sapevo: AUGURI ALLA PICCOLINA!!
antop 4-7-2006
 
un pò d'umorismo:
"esistono specchi ottimisti come esistono specchi pessimisti.
quello del mio bagno temo sia soltanto obiettivo"
da L'amore senza storie di Oreste Del Buono
antop 4-7-2006

Grazie del pensiero Antonella. Buona la battuta dello specchio.
claudia 4-7-2006
 
Molte vie
mi conducono
 a te,
potrei iniziare
il mio cammino,
ma attendo
paziente,
serena
il tuo passo inquieto
che si avvicina
e che giungerà
sino a me.

 claudia 7-7-2006

CAMPIONI DEL MONDO!!!!!!
claudia 9-7-2006
 
W L'ITALIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Finalmente l'Italia s'è desta! Incredibile Tenacia Audacia Lealtà Italia degli Azzurri!
toniac 9-7-2006
 
cara Claudia, io ho finito e ora mi riposo, il guerriero è stanco. tu come stai? ti auguro buone vacanze.
antop 12-7-2006
 
Antonella, brava! Ti meriti le vacanze. Io sarò ancora impegnata con lo studio e sono piuttosto stanca. Magari il blog per un pò procederà a rilento, ma di certo a settembre sarà più attivo; ci racconteremo un pò di cose. Un bacio a te e ai piccoli
claudia 12-7-2006
 
"La verità, come splendore del mistero, non ci può rendere intolleranti, perchè suscita in noi il senso del fascino e della meraviglia. Il dogmatismo, invece, rende intolleranti: chi pensa di possedere la verità falsifica il mistero e diventa automaticamente intollerante, accecato dall'orgoglio. Chi invece cerca la verità si arricchisce della conoscenza che di essa ha ogni persona e della luce stessa di Dio."
(Haring-Savoldi, Tolleranza. Per un'etica di solidarietà e di pace, Ed. Paoline)

Credo che non si rifletta mai abbastanza sul significato di simili parole, arroccati come siamo nella nostra assolutezza culturale.
claudia 16-7-2006

Noi stessi siamo l'infinitamente piccolo
e l'infinitamemte grande
e la vita che li unisce.

"The Wanderer"
antop 17-7-2006

La confusione
mi circonda,
muovo frettolosa
il mio passo,
incrocio sguardi
di vite
sconosciute
e sfiorate per caso.
Sospeso fra i miei pensieri
ricompare
il ricordo del tuo viso,
rallento il mio passo,
indugio nella serenità
che culla il mio animo
e calma
ritorno fra la confusione.

claudia 19-7-2006

è la dimensione che restituisce all'esistenza la sua misura, permettendole di far emergere le sue ricchezze nascoste.
è attraverso il più lentamente che si assapora "il tempo che hai perduto per la tua rosa" dice la volpe al piccolo principe.
rallentare il ritmo dell'esistenza significa far vivere sentimenti cari verso luoghi e incontri che restano muti quando la vita corre il più velocemente.
un saluto a claudia da una che finalmente ha ascoltato la potenza del silenzio e ha visto la bellezza della decellerazione.
antop 20-7-2006

Ci sono silenzi
che costituiscono enormi castelli
 nelle nostre anime scosse,
 e noi raccogliamo in essi
 bauli di parole,
di emozioni...
(C. Bramanti)
Prenditi, e goditi tutti i silenzi della tua vita. Spesso ci capita di ricevere di più, infinitamente di più, da un semplice sguardo, da una carezza, che dal suono di tante parole vane.

 toniac 20-7-2006

E' imperativo un sentito post  di gratitudine per ciò che pubblicate. Ognuno contribuisce in modo originale a costruire un silenzio fatto di comprensione, accoglienza, complicità.
Un augurio a MarianEna, amica che tanto mi sostiene e che stimo. Buon Compleanno, con grandissimo e sincero affetto
claudia 20-7-2006

"Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita."
(Boris Pasternak, Il dottor Zivago)


Chi vive veramente sa accettare il rischio di poter inciampare.
claudia 26-7-2006

Svolto l'angolo,
-E' lui- penso.
-No, no, certo che no,
gli somiglia,
ma nessuno
può essere
incredibilmente bello
come lui-
-Però poteva essere lui- ripenso.
E intanto svolto un altro angolo.




Dedicata a tutti coloro che sono coinvolti in un fresco amore estivo.

Vi saluto, mancherò per un pò. Se volete scrivere comunque, mi farà molto piacere leggervi tra qualche giorno.
claudia 29-7-2006
In tempo di pace, il guerriero si scaglia contro se stesso.Friedrich Nietzsche
da Jadan 11-6-2006
Da domani potremo arricchire il blog di contributi personali: il libro lasciato sul comodino che ci dispiace concludere, i nostri interrogativi sulla dimensione affettiva e tutto ciò che vorrete. Ovviamente se non gradite il caffè posso sempre prepararvi un ottimo tè speziato alla cannella, ai frutti di bosco, alla menta....
claudia 11-6-2006

L'uomo, un animale multiforme, menzognero, artefatto e non trasparente, inquietante x gli altri animali meno per la sua forza che x la sua astuzia e accortezza.....
Antop 13-6-2006

Cara Antonella,
dunque tu, traendo spunto da ciò, credi non ci possa mai essere risoluzione? Che gli uomini debbano sempre scontrarsi a causa della superbia? Io credo possa esistere anche un incontro positivo che scaturisca da un confronto sereno e colloquiale. Cosa intendevi riguardo gli automatismi? Che l'uomo non riesce a controllarli? Siamo condannati alla prevaricazione? Io voglio essere ottimista, mi auguro di no. Esistono anche la gentilezza e la disponibilità assolutamente gratuite, io le ho incontrate più volte. Forse, alle volte, le pessime esperienze corrodono la forza e l'importanza di quelle positive. Tu non lo credi?
Claudia 13-6-2006

La bontà gratuita è rara, anche io la vivo;
la bontà, la maggior parte delle volte, viene fatta non con il cuore ma x accomodamento.
Riguardo agli automatismi, intendo l'istinto che viene fuori nei momenti di rabbia e c'è chi ne ha troppi e danno fastidio, ma x non scendere nel triviale pochi li soffocano.
Antop 14-6-2006

Heilà Antonella, siamo mattiniere! Hai ragione, esistono questi automatismi che in alcuni sono più spiccati. Ma perchè dovremmo vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto? In ognuno di noi ci sono difetti di certo, ma anche qualità apprezzabili. Tutti le hanno ed ecco che che il bicchiere diventa mezzo pieno.
Un abbraccio, ci risentiamo presto
Claudia 14-6-2006

Scusate se in ritardo ma sto studiando e non ho trovato molto tempo per rispondere al post di Anto tra un mal di testa e un altro. Io non conosco la tua esperienza, ma secondo me in tutte le manifestazioni dalla bontà all'odio esiste una causa efficiente (tanto per parafrasare il padre del nostro "filosofeggiare") che ci spinge. Per esperienza personale anche la bontà più gratuita ha una motivazione profonda nel cuore di chi la fa, l'essenziale è invisibile agli occhi secondo Saint Exupery e ne sono convinta. Studiando le nostre materie e nello specifico mi riferisco a pedagogia generale o sociologia, mi rendo conto di come tante volte si inneschino meccanismi perversi di autorealizzazione personale dietro uno spontaneo servizio e una gratuità. La maggior parte di voi non sa che vengo da una lunga esperienza scout e ora a distanza di ben 6 anni dalla chiusura del gruppo rivedendo i fatti e rileggendoli scopro come tante cose fossero solo la realizzazione affettiva di una persona repressa e complessata e di come, alcuni in base alla loro autorevolezza cerchino di strumentalizzare le persone. Certamente la mia è una esperienza personale però, in una visione di ottimismo, occorre tener presenti le nostre cause efficienti e tendere in un continuo cammino alla perfezione...ma tendere...non c'è nessuno perfetto e senza ombre...scusate per lo sfogo e buona giornata a tutte.
Mariannamor 14-6-2006

Marianna non preoccuparti, puoi postare quando vuoi. Sei sempre la benvenuta!
Mi sembra dunque di capire che in parte sei vicina all'idea di Antonella e che dunque la bontà e la disponibilità hanno, anch'esse, una motivazione "utilitaristica". Sbaglio ad interpretare così il tuo pensiero?
Ci pensate che siamo tutti in luoghi molto distanti tra loro - da Milano alla Sicilia - e possiamo discutere sul blog? Che bello.
Buona giornata a tutti
Claudia 15-6-2006

Come al mio solito parto con le premesse e mi scordo che devo dire. Avevo spento e ho riacceso per questo. Tutta la mia pappardella era per dire che la causa efficiente esiste ma è l'input, poi vi è un coinvolgimento di tante altre cose che fanno evolvere un rapporto. Credo che alla fine sia come l'innamoramento si parte dalla voglia di condividere la propria solitudine con qualcuno e si arriva a condividere la vita. Purtroppo mi sono persa negli esempi negativi e mi sono espressa male. Non credo si possa fare tutto per necessità se no è finita, ma che la necessità sia la causa che spinga tante reazioni sì.  Io per necessità ho conosciuto una plendida persona ma non le sono amica per questo...non so come a 600 km di distanza ho ritrovato in lei quei valori e quelle idee che collimano con le mie...ma se non c'era la causa efficiente mica ero qui?
Mariannamor 15-6-2006

preferisco rispondervi in questo modo:
diceva il maestro a Candido (libro di Voltaire) che questo era il migliore dei mondi possibili ma il Piccolo Principe ci ha fatto vedere che non è così ma con i riti potrebbe divenire migliore ma non l'ottimale.
ciao
antop 15-6-2006

L'ottimista sostiene che viviamo nel migliore dei mondi possibili... il pessimista teme che cio' sia vero..!
jadan 15-6-2006
Mi fa piacere notare come la conversazione proceda spontaneamente e in modo serrato.
No, amico mio, non viviamo nel migliore dei mondi possibile - ha ragione il pessimista a spaventarsi - ma può essere di certo perfettibile. Martin Luter King  insegna...
claudia 15-6-2006

Buongiorno a tutti,
ieri non ho voluto interferire con l'argomento che era emerso spontaneamente; mi sembrava voleste continuare a discuterne.
Oggi vi posto una cosa che non c'entra nulla e vuole essere solo un pretesto per sorridere tra di noi. Vi propongo un vademecum semiserio di sopravvivenza da utilizzare nelle emergenze, ovvero nei casi di botte di malinconia o peggio ancora depressione. Quali provvedimenti adottare? Proviamo a stilare un elenco divertente, contribuite con una qualunque idea:
  •  telefonare a un amico, descrivendogli con dovizia di particolari noiosissimi le nostre tristissimi vicissitudini o stati d'animo....continuare finchè l'amico non ne può più....ma sai che liberazione?!
  • ascoltare la radio a tutto volume e cantare a squarciagola....finchè i vicini non vi imploreranno di smettere
  • farsi fuori un gelato assolutamente ipercalorico....magari con doppia panna....
  • dedicarsi alla soluzione più gettonata: la shopping mania!
  • fare una passeggiata a mare....magari in ottima compagnia....non so se mi spiego...
  • ...tornare a casa e continuare a "distrarsi" con l'ottima compagnia.........
  • andare dal parrucchiere e dall'estetista e poi convincersi di poter partecipare a un concorso di bellezza
  • ............................................................................................................
Si accettano suggerimenti...che soluzioni adottate quando siete di umore nero?
Un saluto a tutti
claudia 16-6-2006

"...ora a lui pare che quel desiderio non sarà mai soddisfatto (o non se ne vede il come, e gli par cosa troppo ardua e difficile e improbabile) e ch'esso non sarà mai per estinguersi da sè medesimo, come quando proviamo un dolor vivissimo, ci pare a prima giunta ch'ei sarà perpetuo, e che ne sia impossibile la consolazione, e che niuna cosa mai lo consolerà...." (Giacomo Leopardi, Zibaldone, data 16/9/1823).
...per tutti coloro che provano un desiderio inestinguibile...
claudia 17-6-2006

"....se tu getti una pietra nell'acqua, essa si affretta per la via più breve fino al fondo. E così è di Siddaharta, quando ha una meta, un proposito. Siddharta non fa nulla. Siddharta pensa, aspetta, digiuna, ma passa attraverso le cose del mondo come la pietra attraverso l'acqua, senza far nulla, senza agitarsi: viene scagliato, ed egli si lascia cadere. La sua meta lo tira a sé, poiché egli non conserva nulla nell'anima propria, che potrebbe contrastare a questa meta. Questo è ciò che Siddharta ha imparato dai Samana. Questo è ciò che gli stolti chiamano magia, credendo che sia opera dei demoni. Ognuno può compiere opere di magia, ognuno può raggiungere i propri fini, se sa pensare, se sa aspettare, se sa digiunare..."(Hermann Hesse, Siddharta)

Il conseguimento di una meta è, spesso, molto più semplice di come appare al principio. Non credete? Buongiorno a tutti
claudia 20-6-2006

Nella penombra
percepisco
il soffio breve
dei tuoi respiri,
colgo
il sorriso incosciente
dei tuoi sogni,
proteggo
il mistero silenzioso
dei tuoi pensieri,
spargo
petali di rosa
sulle tue ciglia
per inebriare
delicatamente
il tuo riposo,
annullo
le tue paure
e ti amo.


claudia 23-6-2006

Non potrei
pensarti,
sognarti,
contemplarti,
amarti
più di così.
O forse sì.

claudia 26-6-2006

Oggi non ho molta voglia di postare, ma vorrei un consiglio su un buon libro col quale dimenticare la malinconia, magari uno spiritoso. Se avete titoli da proporre...

P.S. TANTI AUGURI alla mia piccola chiacchierona che compie due anni
claudia 28-6-2006


Auguri....!!
jadan 28-6-2006

AUGURI A CECILIA! (ANCHE SE IN RITARDO)
annamariapat 29-6-2006
ho cominciato a leggere il piccolo principe....grazie claudia per avermelo prestato!
annamariapat 29-6-2006
Sì, lo so. Dovrei studiare per il prossimo esame o magari sistemare la casa. Insomma, ne avrei di cose da fare, ma non faccio nulla di tutto ciò. Poter partire per un bel viaggio riposante e riconciliarsi con sè stessi! Non so, andare magari a Parigi, una città come un'altra... Voi dove siete stati nel vostro ultimo viaggio? Quali sono le cose che vi hanno catturato? Un profumo, un'opera d'arte, un piatto, la gente?
Forse è il caso che il thè oggi ve lo offra fresco o in granita, considerando le temperature climatiche.
claudia 29-6-2006